Ok, dio, hai vinto. Non c’era bisogno di unire alla noia domenicale brianzola il dannato blocco del traffico a Milano. Oggi stiro.
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Autodistruzione in corso. Attendere prego.
La sensazione è che ci sia sempre qualcosa che fa acqua da qualche parte, a rotazione. Se non è l’amore sono le amicizie, poi c’è il lavoro, la famiglia, e così via. Non fai in tempo a tappare una falla che se ne è già aperta un’altra.
E dopo mesi passati a cercare di impersonare la dea Kali, ti ritrovi davanti alla realtà: tu di braccia ne hai due, e più di una riparazione alla volta non riesci a fare.

Morirà prima l’uovo o la gallina?
La lampadina in bagno è bruciata circa una settimana fa, e la domanda sorge spontanea: arriverà prima il momento in cui la sostituirò o quello in cui smetterò di tentare inutilmente di accendere la luce ogni santa volta che ci entro?
Fatti salienti #6
- Numeri: cinque donne, un appartamento, una futura sposa, un paio di autoreggenti e un frustino, tre more, una rossa e una bionda, 5 euro che un senzatetto ha tentato di darci, 70 centesimi che un barista rastafari non ci ha abbuonato, una metropolitana presa nel senso sbagliato alle sei di mattina, una cena cubana e cinque zuppe di miso.
- Sì, siamo italiane. Sì, spaghetti, ciao bella, pontifex maximus, mafia, quelle cose lì. Le sappiamo, non è che ce le dovete ricordare. Smettete di ragionare per stereotipi, mangiacrauti che non siete altro.
- I marciapiedi berlinesi: un mix irragionevole di pavé, sterrato e cantieri. Se avete qualcosa contro i tacchi basta dirlo, saremo più che contente di andare a ballare in Converse.
- Continuate a sfottermi perché quando dormo uso la mascherina, care le mie amiche, non c’è problema. Fate pure. Però la prossima volta che vi lamentate perché all’estero non ci sono le tapparelle e dalle 6 in poi vi svegliate per la luce, io non sarò lì a ridere di voi perché starò dormendo beata nel buio più totale.
- Ballare swing e rock ‘n’ roll, ubiacarsi, farsi approcciare da mezzo locale, tenere a bada i tipi più assurdi e impensabili che ci provano, fare foto imbarazzanti, uscire dal club dopo ore e ore e rimanere stupite dal fatto che ormai fuori sia giorno. Cara la mia memoria di quando sarò ancora più vecchia, so che su questa serata non mi deluderai.
- Il palo è lì apposta per ballare. Quindi le amiche che ci si dimenano intorno avvinghiandosi con le cosce a uomini col turbante non fanno niente di strano, giusto?
- Frase del weekend [sconsigliata alle mamme e ai membri di Comunione e Liberazione]: “Non accettare il cocktail che ti offre! Se ci mette dentro qualcosa, domani pensi di aver passato la serata a guardare Titanic, e invece hai scopato”.
Per ‘sta ciofeca ci ho messo quasi un’ora, per esempio
Scrivere per me è faticoso. Mi piacerebbe mettermi al pc, buttar giù la prima cosa che mi passa per la testa e ottenere qualcosa di interessante e simpatico, ma se fosse così farei la scrittrice di romanzi di successo per donne appassionate di shopping, invece faccio un lavoro del cazzo che mi fa stare male un giorno sì e l’altro pure.
Ora, capiamoci, piuttosto che fare una camminata in montagna o un trasloco, faccio volentieri lo sforzo di scrivere. Sarà faticoso, ma almeno mi piace.
Però a volte è già abbastanza impegnativo tenere in piedi tutti gli altri pezzi, quelli con cui tutti lottiamo quotidianamente, chi più chi meno. Se poi ti imbarchi in un periodo di autoanalisi in cui ogni santo giorno arranchi cercando di mettere a fuoco svariate parti della tua vita, per lo più senza successo, di energie per fare altro te ne rimangono un po’ poche.
Morale: mi succedono quotidianamente o quasi cose che penso di poter raccontare qui. Il pensiero fisso di scrivere anche solo due righe ce l’ho tanto quanto prima. Chi ha voglia porti pazienza (se almeno la metà di voi lo fa, potrò avere la soddisfazione di scrivere cose che leggono ben due persone).
Nel frattempo, vado e (quando riesco) vengo. Domani, per esempio, vado a Berlino con quattro amiche e spero di fare il dovuto casino. Tanto vi trovo qui al mio ritorno vero? VERO?
L’importante è che non passi un tir mentre attraversi
A volte cammini tranquilla, senza fretta e godendoti quello che hai attorno, quando tutto a un tratto ti blocchi e ti domandi se la strada sia quella giusta.
Per fortuna, in questi casi, la risposta non deve essere per forza “Sì, proseguo” o “No, devo tornare indietro”. Può anche essere “Sì, però se giro da questa parte c’è meno casino e un bel parco in cui passeggiare. Anche se magari ci metto un po’ di più, io giro.”
Quindi, se doveste avere bisogno di me, sappiate che in questo momento sono al parco.
Cerco un centro di gravità permanente
Un cervello che pensa tutto e il contrario di tutto per ore e ore consecutive, cambiando idea ogni cinque minuti e passando da un opposto all’altro senza ragione, non solo non porta da nessuna parte ma riesce anche a logorare in profondità il povero proprietario e chi gli sta intorno.
La Cosa
Mentre qualcuno ti dice “massì, di che ti preoccupi, stai tranquilla”, La Cosa ti prende a turno ognuno degli organi sparsi nella cassa toracica e te li strizza fino a far male. È bravissima a individuare la decisione che devi prendere, la notizia che aspetti, l’avvenimento a cui ti prepari come appigli perfetti per insinuarsi in ogni singolo pensiero.
La Cosa pare essere indipendente dal tuo cervello, non sembra proprio venire da lì, ma quando decide di farsi viva ne ha il completo controllo. A quel punto dimenticati pure i concetti di dormire come dio comanda, mangiare con gusto, stare serena. La Cosa ha il sopravvento su tutto, nonché la capacità di rendere tutto spiacevole fino a quando, in un modo o nell’altro, ti sarai buttata alle spalle quello che l’ha risvegliata, qualsiasi cosa fosse.
Pare che l’unico modo di fermare La Cosa sia essere convinti di essere meglio di lei, credersi in grado di affrontare quello hai davanti senza trasformarlo in appiglio che possa usare. Ho sentito dire che funziona.

