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Archivi delle etichette: Ammore

L’importante è che non passi un tir mentre attraversi

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A volte cammini tranquilla, senza fretta e godendoti quello che hai attorno, quando tutto a un tratto ti blocchi e ti domandi se la strada sia quella giusta.

Per fortuna, in questi casi, la risposta non deve essere per forza “Sì, proseguo” o “No, devo tornare indietro”. Può anche essere “Sì, però se giro da questa parte c’è meno casino e un bel parco in cui passeggiare. Anche se magari ci metto un po’ di più, io giro.”

Quindi, se doveste avere bisogno di me, sappiate che in questo momento sono al parco.

Cerco un centro di gravità permanente

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Un cervello che pensa tutto e il contrario di tutto per ore e ore consecutive, cambiando idea ogni cinque minuti e passando da un opposto all’altro senza ragione, non solo non porta da nessuna parte ma riesce anche a logorare in profondità il povero proprietario e chi gli sta intorno.

This must be love

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Io: A che pensi?

Turtle: Alle donne nude.

Io: Io ai California Maki.

Domenica pomeriggio

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So di avere sempre ragione, ma a volte non ne ho le prove

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Io: Non l’ho detto.

Colui che mi sopporta, altrimenti detto Turtle: Sì, l’hai detto.

Io: No.

Turtle: Sì.

Io: Ci vorrebbe la cronologia delle conversazioni reali, così sapresti di avere torto.

Come non sentirsi romantici, oggi?

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Where do we go? Where do we go now?

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In direzione ostinata e contraria

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Cerco di far sì che quello che mi tira verso il fondo non abbia la meglio: che l’insoddisfazione non precluda il saper apprezzare quello che ho, che la stanchezza non mi tolga la voglia di fare cose per me, che la rabbia per tutto il tempo che mi viene rubato (anche se mi pagano, sì, è rubato) non contamini quel poco di tempo che mi viene lasciato.

La maggior parte delle volte non ce la faccio.

I palloncini che ho gonfiato per la nostra cena di sabato sera sono ancora lì sul pavimento di casa, per niente intenzionati a sgonfiarsi. E io non sono per niente intenzionata a mettermi a farli scoppiare uno ad uno. Ma è una convivenza pacifica, perché almeno in questi giorni ho qualcosa lì a ricordarmi che quello che mi tira verso il fondo c’è, ma c’è anche qualcosa che mi fa sentire leggera.

Lo so, lo so, il lanternino, la calamita, blablabla…

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Amico Che Non Sentivo Da Un Po’: “Come stai?”
Io: “Sto bene… ho il sorriso stampato in questo periodo.”
ACNSDUP: “E chi è il fortunato? Questo è normale oppure è già impegnato/indeciso/pirla di suo/ex galeotto?”

Questa cosa l’ho scritta da un pezzo, ma era lì a lievitare

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Se quando rifaccio il letto metto un cuscino solo, mentre l’altro finisce nell’armadio, forse è perché stavolta è finita davvero.

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