Di: Alan Parker
Visto con un ritardo di: 24 anni
In: prima parte in italiano, seconda in inglese (no comment)
Perché sì:
- Si tratta di un film potente, come ce ne vorrebbero di più, che mette davanti a una realtà che non vorremmo vedere e allo schifo che può fare il genere umano. Il tutto senza troppi complimenti e senza promettere che c’è di meglio.
- Le indagini sull’omicidio e il delinearsi dei personaggi principali vanno di pari passo. Per quanto mi riguarda i due agenti dell’FBI, le loro incomprensioni e le loro differenze sono meno interessanti rispetto al resto della storia, ma l’uso dei loro contrasti e litigi per descrivere quali sono le dinamiche sociali che li circondano è senza dubbio un’ottima strategia.
- La situazione e le condizioni di vita degli afroamericani vengono descritte in modo tale da rendere la frustrazione di chi non riesce a fare giustizia palpabile e condivisibile. Ci si trova letteralmente ad angosciarsi, disperarsi e incazzarsi insieme ai protagonisti per ogni buco nell’acqua e a gioire di ogni piccolo passo avanti.
- Voi lo sapevate che Mississippi si scrive con due P? Non si finisce mai di imparare.
Perché no:
- Alcuni dialoghi paiono un po’ troppo retorici, e viene da chiedersi, soprattutto dopo avere indagato in rete, quanto si sia voluto esaltare l’operato dell’FBI. Ma in realtà queste sono piccolezze che non vanno a intaccare la forza del film.