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Tre more e una bionda…

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… la rossa c’è ma non si vede.

Fatti salienti #6

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- Numeri: cinque donne, un appartamento, una futura sposa, un paio di autoreggenti e un frustino, tre more, una rossa e una bionda, 5 euro che un senzatetto ha tentato di darci, 70 centesimi che un barista rastafari non ci ha abbuonato, una metropolitana presa nel senso sbagliato alle sei di mattina, una cena cubana e cinque zuppe di miso.

- Sì, siamo italiane. Sì, spaghetti, ciao bella, pontifex maximus, mafia, quelle cose lì. Le sappiamo, non è che ce le dovete ricordare. Smettete di ragionare per stereotipi, mangiacrauti che non siete altro.

- I marciapiedi berlinesi: un mix irragionevole di pavé, sterrato e cantieri. Se avete qualcosa contro i tacchi basta dirlo, saremo più che contente di andare a ballare in Converse.

- Continuate a sfottermi perché quando dormo uso la mascherina, care le mie amiche, non c’è problema. Fate pure. Però la prossima volta che vi lamentate perché all’estero non ci sono le tapparelle e dalle 6 in poi vi svegliate per la luce, io non sarò lì a ridere di voi perché starò dormendo beata nel buio più totale.

- Ballare swing e rock ‘n’ roll, ubiacarsi, farsi approcciare da mezzo locale, tenere a bada i tipi più assurdi e impensabili che ci provano, fare foto imbarazzanti, uscire dal club dopo ore e ore e rimanere stupite dal fatto che ormai fuori sia giorno. Cara la mia memoria di quando sarò ancora più vecchia, so che su questa serata non mi deluderai.

- Il palo è lì apposta per ballare. Quindi le amiche che ci si dimenano intorno avvinghiandosi con le cosce a uomini col turbante non fanno niente di strano, giusto?

- Frase del weekend [sconsigliata alle mamme e ai membri di Comunione e Liberazione]: “Non accettare il cocktail che ti offre! Se ci mette dentro qualcosa, domani pensi di aver passato la serata a guardare Titanic, e invece hai scopato”.

Cose da tenere a mente #6

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Mai, per nessun motivo e in nessun caso comprare la guida di un paese, convinti di andarci in vacanza, prima di avere prenotato il viaggio. È scientificamente provato che succederà qualcosa che vi obbligherà a cambiare meta.

Fatti salienti #5

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- Gli italiani a Budapest sono tantissimi, decisamente troppi. Individuarli è facile: da lontano, sono i  caciaroni dal volume più alto. Da vicino, sono quelli col sacchetto dell’Hard Rock Cafè.

- La tattica al punto precedente ha una piccola probabilità di errore: a volte i soggetti in questione potrebbero non essere italiani, bensì spagnoli. Una faccia, una razza.

- A Budapest hanno deciso che i tornelli all’ingresso della metropolitana non sono assolutamente necessari: meglio pagare due controllori per ogni ingresso che controllino il biglietto con aria scazzata. Molto meglio.

- 10 ore di sonno, colazione più che abbondante, un paio di ore in giro, pranzo abbondante, un paio di ore in giro, riposino pomeridiano, un’oretta in giro, cena abbondante, passeggiata digestiva. Ripetere da capo per ottenere un’ottima vacanza.

- Non importa quanto dal display della macchina fotografica la foto che hai appena scattato ti sembri bella e nitida. Una volta che la osserverai sul pc sarà evidente che è da buttare.

- Se, dopo due giorni di vento che ti ribalta, ti decidi per salvaguardare il tuo anziano fisico a comprarti un cappellino, l’unico che troverai dopo aver fatto 3 volte il giro completo del mercato sarà un cappellino peruviano taglia “10 anni” che ti dona MOLTISSIMO.

- Incontrare all’aeroporto di Budapest persone che conosci, scoprire che sono sul tuo stesso volo di ritorno e sulla tua stessa navetta perché hanno parcheggiato allo stesso parcheggio a pagamento che hai scelto tu: dico solo che io vivo in un paese di provincia, e qui in giro non li vedevo da quasi 10 anni.

Budapest nun fa’ la stupida stasera

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Le cartoline son passate di moda, vuoi mettere postare foto dal cellulare, collegata al wi-fi dell’albergo?

Where do we go? Where do we go now?

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Fatti salienti #4 (i primi tre sono su fb, sorry)

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So che è un po’ tardi per fare il bilancio di viaggio perché son tornata da più di una settimana, ma ci sta lo stesso:

- Io ho avuto la meglio sull’influenza, ma gli antibiotici hanno decisamente avuto la meglio sul mio intestino (per conferma, chiedere al bagno di un bar di Odessa centro).

- Se mai capiterete in Moldova, non vi spaventate se la gente è rude e sgarbata, alza la voce per niente e vi guarda con sospetto. Sono sufficienti due semplici parole magiche per veder sbocciare i sorrisi e aprirsi le porte. Le parole in questione sono “Toto Cutugno”.

- La Moldova è il paese più povero d’Europa, vero. L’alcolismo è una piaga sociale, vero. Nei villaggi le case non hanno l’acqua corrente, vero. Intanto, però, loro in città hanno il wi-fi nei parchi pubblici, e noi chupa.

- In media, le suonerie dei cellulari che ho sentito sui mezzi pubblici in Moldova fanno sembrare Dragostea un pezzo di Mozart.

- I soldati della Transnistria sono minacciosi, ma non troppo. Salgono sul treno in mimetica e anfibi, controllano i passaporti, scendono dal treno in mimetica e anfibi. Che è un po’ come se, per andare da Milano alla Svizzera, a Monza fosse necessario mostrare il passaporto per poter continuare il viaggio.

- Odessa, per alcuni versi, sembra un incrocio tra San Francisco e Barcellona. E non sto assolutamente scherzando.

- Gli ucraini sorridono spontaneamente, senza bisogno di citare Toto.

- A Odessa ci si sposa di sabato, il tutto rigorosamente con molto stile: corteo aperto da Hummer o simili che fa strada a sirene spiegate, macchina della sposa che fa bella mostra della stessa urlante fuori dal tettuccio, donne con finissima scarpa di rigore (tacco 15/plateau 5) e vestiti dai tenui colori fosforescenti, uomini con completo bianco da pappone. Sono convinta che la musica per i balli post-ricevimento sarebbe di mio gradimento.

- Foto scattate: circa 800. Foto scattate salvabili: circa 350. Di alcune sono davvero molto soddisfatta, ma visti i numeri è palese io e la tecnica fotografica abbiamo ancora molta strada da fare per conoscerci.

- Sono invecchiata passando quasi 7 ore su un autobus, passando due dogane e rispondendo alle domande di buffi (ma serissimi) doganieri con una divisa uscita direttamente dagli anni 80. Non c’è male.

 

UPDATE: dimenticavo, il #3 oltre che su fb si trova pure qui.

Tornata

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… non in autobus, eh.

To-do list dei 6 giorni a venire

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- Cercare di viaggiare senza che l’influenza abbia la meglio su di me, o che l’antibiotico abbia la meglio sul mio intestino (e non entro nei dettagli).

- Vedere posti nuovi con cui francamente non sento grande affinità, ma che spero mi sorprendano positivamente.

- Non farsi spillare troppi soldi o effetti personali a certe frontiere.

- Visitare un’amica che per qualche strana ragione si è andata a rintanare in posti strani, e passare del tempo con un amico di quelli che non ti ricordi com’era non averlo, visto che da quando hai memoria c’è sempre stato.

- Fare foto. Tante foto. Che poi tutti si dovranno guardare, e dovranno dirmi “che belle” anche se non lo pensano.

- Invecchiare.

- Nonostante si vada in luoghi dove praticamente bevono pure a colazione, non bere troppo (più che altro perché non prevedo effetti benefici in combinazione con l’antibiotico).

- Tenere le dita incrociate per chi ne ha bisogno.

A settimana prossima.

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