The Prestige

Di: Christopher Nolan

Visto con un ritardo di: 6 anni

In: inglese

IMDb

Perché sì:

– È come vedere Inception, ma ambientato a Londra nell’800. In questo caso, però, ho trovato il tutto più comprensibile e meno involuto. Ho addirittura capito fino in fondo gli intrecci della trama (salvo magari qualche dettaglio qua e là, ma vista la natura della narrazione mi sembra normale) e mi sono concentrata più su quelli che non su quanto i miei occhi vedevano, cosa che invece non è successa con l’altra opera di Nolan in questione, dove a un certo punto ho clamorosamente perso il filo e mi sono semplicemente goduta lo spettacolo.

– Le svolte inaspettate sono molte, e la capacità di narrare gli eventi seminando dubbi qua e là e facendo crescere la curiosità di vederli risolti è davvero eccezionale. Ma in fondo si parla di Nolan, quindi la cosa non è una novità.

– Le storie d’amore hanno il giusto peso (importante ma non eccessivo) nell’arco della storia. La vera protagonista è ovviamente l’ossessione, la necessità di avere la meglio sull’altro, la competizione accanita che cresce in un uomo col passare degli anni. Vederla emergere dai personaggi e dai loro comportamenti, apertamente o in modo subdolo, è piuttosto inquietante.

Perché no:

– Per quanto mi riguarda, il fatto che il racconto mi abbia coinvolta nonostante ruoti intorno a degli illusionisti non può che essere segno di grande abilità narrativa. Perché in fondo la professione dei protagonisti mi sembra detrarre serietà alla storia. Capisco che data l’ambientazione vengano considerati stimati professionisti e trattati alla stregua delle rock star di oggi, ma non riesco a pensare a dei personaggi che potrebbero essere meno interessanti o più buffi ai miei occhi. Tutta questa foga e competizione nel mondo della magia mi fa sorridere quanto un racconto in cui Topolino cambia le sorti del mondo. E poi non posso farne a meno, guardo loro e penso a lui.

– Magari le rivelazioni finali sono un po’ troppo elaborate e poco credibili, è vero, ma non è questo il punto. Sì, mi è sembrato di trovarmi davanti a indovinelli della risma di “un uomo entra in un ristorante, ordina carne di gabbiano, la assaggia e si uccide”, e di dover cercare le spiegazioni più assurde partendo da una storia apparentemente semplice. Però non è neanche questo a infastidirmi. È solo che a un certo punto la cosa prende una piega un po’ fantascientifica. E la svolta in questione mi ha un po’ delusa, perché l’ho trovata fuori luogo e stonata.

2 risposte a “The Prestige

  1. molto meglio di inception!

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