Aliens

Di: James Cameron

Visto con un ritardo di: 26 anni

In: inglese

IMDb

Perché sì:

– Il vantaggio di vedere i film con una trentina di anni di ritardo è che sai già quali sequel val la pena guardare e quando invece il tutto ha cominciato a prendere una brutta piega. Insomma, a guardare il secondo episodio non ci ho pensato due volte, ma per me a posto così, grazie: ho finalmente contestualizzato la battuta che bramavo ma credo che Sigourney rapata a zero me la perderò senza troppi rimpianti.

– Come nel primo episodio mi ero trovata a lodare l’uso della musica, qui mi trovo a dover sottolieare quanto l’uso dei silenzi sia magistrale e riesca a contribuire moltissimo a creare tensione e aspettativa nello spettatore.

– C’è un uso smodato di primi piani che non mi sarei aspettata in un film del genere. Nonostante l’azione, i mostri, i mega-cannoni, le navicelle spaziali, il robot alla Neon Genisis Envagelion, e tutto il resto, l’importanza dei singoli pesonaggi e delle loro vicende personali come esseri umani è palese anche grazie alle ottime scelte del regista.

– È interessante che un horror fantascientifico non solo sia costruito attorno a una donna, ma faccia così tanto leva sul concetto di istinto materno, fino a un confronto finale che in fondo è basato proprio su quello (bambini, uova… siamo lì insomma).

Perché no:

– Io sarò un po’ rimbambita, ma ho avuto qualche problema nel seguire il destino dei marines. C’è un tentativo di approfondire le loro personalità e dare a ognuno un po’ di spazio, senza dubbio. Personalmente però non mi è bastato, e a parte un paio facilmente riconoscibili ho continuato a confonderli, faticando a capire chi sopravviveva e chi no. Il che dispiace un po’, perché è evidente che non avrebbero dovuto essere meri soldatini che fanno crescere il body count.

– Ottimo personaggio quello della protagonista, però la sua capacità di valutare le persone lascia alquanto a desiderare. Diciamo che capire di chi sospettare e in chi riporre la propria fiducia non è il suo forte, via. E non è che ci volesse un genio, dopotutto.

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