La vita di Adele

Titolo originale: La vie d’Adèle

Di: Abdellatif Kechiche

Visto con un ritardo di: 2 anni

In: italiano

IMDb

Perché sì:

– Io i film francesi, normalmente, li odio. E non è un pregiudizio, un’avversione a pelle, bensì una constatazione frutto di anni e anni di possibilità e seconde chance concesse (da parte mia) e puntualmente sprecate (dal cinema della Francia intera). Dati statistici alla mano, non c’è scampo: li odio, con pochissime eccezioni. Nonostante questo, sono riuscita a guardarne uno di tre ore d’orologio senza lanciarmi dal balcone, quindi direi che il regista si è più che meritato la Palma d’oro.

– Ovviamente si gioca molto sul blu (la graphic novel da cui è tratto il film si intitola “Il blu è un colore caldo”), forse anche troppo sfacciatamente. Però devo dire che l’uso che viene fatto di questo colore, specie quando messo in contrasto l’arancio, è davvero intelligente.

Perché no:

– Ci fu un tempo, molti anni addietro, in cui film come Eyes Wide Shut facevano scalpore per le loro scene di sesso “esplicito”. Ecco, dopo aver visto questo film non posso che pensare che eravamo tanto teneri e innocenti, allora.

– Diciamo che questo non è un film da vedere se si ha, per esempio, voglia di mangiare, fare sesso o andare a una manifestazione. Tutto ciò che succede è mostrato nella maniera più naturale, dettagliata e credibile possibile, e per chi ha una delle voglie di cui sopra da togliersi potrebbe rivelarsi una mezza tortura. Il realismo lo apprezzo, ma le scene sembrano prolungarsi spesso più del dovuto, a volte fino alla nausea.

3 risposte a “La vita di Adele

  1. Quella del sovraccarico visivo e narrativo è una strategia registica tipica di Kechiche; la adotta in tutti i suoi film. Perché la realtà è fatta di particolari e sovrapposizioni e per lui il cinema, riprendendo particolari superflui, li sublima. E’ uno stile registico molto particolare e può essere, perciò, estremamente fastidioso. Io, personalmente, lo adoro. E La vita di Adele è stato, per me, il migliore film del 2013,

    • Nel complesso anche a me è piaciuto questo film, soprattutto considerato il fatto che sulla carta non è proprio cosa per me. Ho trovato però le singole scene spesso troppo tirate per le lunghe, appunto.
      E comunque l’unico altro film di questo regista che avevo visto (Cous cous) è tra quelli che hanno sprecato le possibilità che nella mia infinita bontà ogni tanto do al cinema francese ;)

      • Quello mi manca di Kechiche. Io però, a differenza di te, amo molto il cinema francese. Però ti capisco. Oltretutto ho un mio carissimo amico che lo detesta. Per cui, insieme, facciamo delle scenette comiche davvero esilaranti!

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