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Nice

Stranamente, l’ho vista per la prima volta d’inverno. Era febbraio di quasi dieci anni fa. Poi ci sono tornata tante volte: l’ho esplorata, ho fatto mille foto, ho visto la sfilata di carnevale sulla Promenade e sempre lì ho visto i fuochi del 14 luglio. Non ho mai mancato di mangiare la socca, ogni volta. Non voglio entrare nel merito di quello che è successo, ma Nizza è uno dei pochi posti al mondo dove mi sento a casa fuori casa, un po’ per merito della città e un po’ per merito dei miei parenti che ogni volta mi ospitano. Quindi oggi ho pianto tanto.

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L’eleganza, all’improvviso

StreetView

Urban fashion – Brianza style

Nel 2014 ho fatto delle foto che finalmente nel 2016 sono sopra al mio divano

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Ci sono voluti due anni ma ne vado molto orgogliosa (e questo vorrebbe essere un ritorno in sordina, ma vedremo).

Non c’è spazio per la sincerità in questo mondo

È successo quello che temevo. È arrivato il giorno in cui sono stata per la prima volta contattata da un cliente tramite WhatsApp. E ho capito che non posso più rimandare: devo cambiare lo stato che ho da anni a questa parte e che sento così mio.

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Io in stazione alle 8 di mattina

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(via Catastrofe)

Un mercoledì pomeriggio da freelance

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Le immagini delle serate, dei weekend e delle vacanze passate a lavorare non sono pervenute.

Silver lining

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Trovare il lato positivo delle cose non è mai stato il mio forte. Quando si tratta di trovare quello negativo, invece, solitamente non ho rivali. Ma anche per i professionisti del pessimismo come me è evidente che un compleanno non proprio dei migliori, con la testa piena di pensieri scuri, può comunque farti sentire fortunata per il fatto di avere degli amici pronti a tenerti compagnia e ad ascoltarti. Dici niente.

Come dicono in inglese, ogni nuvola ha un contorno d’argento.

(Lo so, la devo smettere di fare riferimento alle espressioni inglesi. La prossima volta vedrò di farmi venire in mente un modo di dire in dialetto brianzolo, per compensare.)

Ibiza

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Ibiza, l’isola dei tamarri e del Pacha, per me è stata l’isola delle bellissime spiagge decisamente troppo affollate, nonostante fosse settembre inoltrato. Ma anche della conferma che con la giusta compagnia la malinconia scompare. Quando poi al tuo arrivo passi mezza giornata in spiaggia da sola in attesa degli amici in arrivo da Roma, e fai amicizia come se niente fosse con un pompiere spagnolo che gira l’isola in bicicletta in solitaria, un pochino di ottimismo ti torna (non ancora abbastanza, ma meglio di niente).

Canzone (triste) che non riesco a smette di ascoltare a ripetizione

“I’ve been here so long, I think that it’s time to move
The winter’s so cold, summer’s over too soon
Let’s pack our bags and settle down where palm trees grow”

Your heart is in the right place

C’è un’espressione, in inglese, che si usa per dire che qualcuno è una brava persona, con delle buone intenzioni. Si dice che “ha il cuore al posto giusto”. Il punto, però, è che si usa quando le intenzioni sono buone, ma i risultati non lo sono altrettanto.

Ecco, negli ultimi mesi, parecchi mesi, il mio cuore era al posto giusto, credo. Ho fatto tutto il possibile per fare la cosa che credevo giusta, senza fare male a nessuno, o perlomeno cercando di minimizzare i danni. I risultati non sono stati buoni per nessuno.

Però mi consolo pensando che, seppur sbagliando molto, non ho mai smesso di essere mossa dall’intenzione di far finire tutto per il meglio. Il che non mi fa fare un figurone, visti i risultati, ma è l’unica consolazione che mi rimane quindi me la tengo stretta.

Una delle conseguenze di questa riflessione è che cercherò di interrompere il silenzio stampa. Quest’ultimo infatti era dettato anche dal fatto che c’era chi sarebbe stato male a leggere di me, anche le cose più banali. E io, al pensiero di scrivere qui sapendo che avrebbe fatto male a qualcuno, non ce la facevo. Ecco, sembra che la situazione sia cambiata. In meglio o in peggio non lo so, ma è cambiata. Quindi spero di riuscire a riprendere questa vecchia, sana abitudine di farfugliare qualcosa ogni tanto.