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Isn’t it something?

Poi spavalda e spocchiosa vai al concerto dei Pearl Jam “giusto perché mi hanno regalato il biglietto”, “ormai sono parecchi anni che non li ascolto” e poi “non sono una da concerti allo stadio”, e alla seconda canzone stai già piangendo di emozione e di nostalgia.

Senza un finale che faccia male coi cuori sporchi e le mani lavate

Anche se mi hanno fatto un concerto mediocre, non posso ascoltare questa canzone senza volergli tanto bene.

 

I’m transforming, I’m vibrating, look at me now

Vorrei dire a tutti quei fastidi umani che hanno passato l’intero concerto di Nick Cave col telefonino alzato che oltre a essere molesti siete pure inutili, visto che i video scarseggiano in quantità e qualità.

Vorrei anche dire a chi era con me al concerto che sono contenta di non essere l’unica vecchia acida e intollerante che in casi del genere aprirebbe il fuoco sulla folla per poter vedere il concerto indisturbata senza avere davanti cappellini e capellate di ogni forma e colore, gente alta due metri che dondola e gruppetti di amici che fanno salotto e chiacchierano per metà del tempo (urlando, perché d’altronde sono a un concerto, guarda un po’).

A Nick Cave vorrei dire che se butti il microfono a terra ogni dieci minuti, e ti strusci in continuazione sulle fanciulle svenevoli in prima fila che toccano tutto quello che c’è da toccare (microfono compreso), è inutile che ti incazzi con loro perché si rompe. A parte questo vai bene così, direi.

A chi non c’era e legge queste inutili righe dico di guardare questo video, ma guardarlo davvero e soprattutto arrivare oltre il quarto minuto, perché poi c’è la bellezza. E si era alla seconda canzone, non so se mi spiego.

Non ho altro da dire.

Camminiamo in mezzo a voi

Gente che prende in prevendita tre biglietti per andare a un concerto, per poi andarci in due ed entrare con gli accrediti.

Gente come noi.

L’apice della mia carriera da groupie

Limonarsi un macellaio (barra bassista) del Tennessee e vagare insieme per le strade di Forlì fino all’alba. Anche se dalla descrizione non si direbbe, a suo tempo fu tutto molto punk rock.

Suicide’s easy, what happened to the revolution?

Ti accorgi di essere invecchiata quando vai al cinema con la stessa frequenza con cui prima andavi ai concerti. Ogni tanto però vale la pena ritornare alle vecchie abitudini.

PS: non mi sono dimenticata di avere un blog, sono solo molto impegnata e in procinto di affrontare un po’ di cambiamenti, quindi con la testa sempre piena di futili  e ben poco interessanti preoccupazioni pratiche. Tornerò a scrivere qualcosa di diverso dalle schede dei film, promesso (visto che c’è gente che mi fa notare che quelle hanno rotto le palle… no ma con affetto, eh).

Io da grande voglio sposare la voce di quest’uomo

Sì, è vero che durante il concerto questi coi telefonini costantemente alzati li maledico, ma il giorno dopo li apprezzo un sacco.

Esci piano come sempre, farò finta che non sia successo niente

Poi ci stanno pure i concerti negli stadi, le scenografie epiche, i fuochi d’artificio, e tutto quello che vi pare. Va bene anche così, ci mancherebbe.

Però quando bastano una chitarra e una batteria, io francamente credo ci sia molta più soddisfazione.

Ieri sera mi son ricordata che qualcosa di bello, nell’essere teenager, c’era.