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The Fighter

Di: David O. Russell

Visto con un ritardo di: 3 anni

In: inglese

IMDb

Perché sì:

– Mi è sembrato di vedere un bel mix tra Rocky e Trainspotting. Detta così suona improbabile, lo so, ma funziona molto meglio di quanto potrebbe sembrare. E, considerato che il film è tratto da una storia vera (l’ho già detto che mi piacciono i film tratti dalle storie vere?), è ancora più affascinante.

– Nonostante i protagonisti siano i due fratelli, il regista mostra piuttosto bene uno spaccato dei rapporti tra le (molte) donne all’interno e all’esterno della famiglia. Il tutto è parecchio interessante, visto che a sua volta la famiglia in questione rappresenta sicuramente una fetta di società americana. Roba da libri di testo di antropologia, proprio.

– Quindi non sono l’unica a svegliarsi con il sottofondo delle maledette campane a festa? Succede anche nel Massachusetts? Mi consola.

Perché no:

– Va detto che non subisco il fascino della boxe. Fatta questa premessa, gli scontri in cui uno le prende a destra e a manca, soccombe visibilmente, sta per stramazzare al suolo e poi tutto a un tratto magicamente trova la forza chissà dove, diventa una belva e ribalta la situazione mi fanno sempre pensare all’Uomo Tigre e ai cartoni animati che vedevo mentre mangiavo pane e Nutella.

– Tra questo film e quelli di Ben Affleck, sto iniziando a pensare che i dintorni di Boston siano veramente un posto da evitare.

– ***Qui c’è uno spoiler, se leggete poi non rompete le palle, io vi ho avvisati*** Tenendo conto della complessità dei fattori in gioco (droga, relazioni familiari problematiche, e così via), mi è sembrato che il tutto si risolvesse con un po’ troppa semplicità: nel giro di poco tutti trovano magicamente un accordo e un equilibrio che nessuno aveva neanche provato a cercare per decenni. Ditemi come si fa, se è così semplice.

Il lato positivo (Silver Linings Playbook)

Di: David O. Russell

Visto con un ritardo di: meno di un anno!

In: italiano

IMDb

Perché sì:

– Quello che viene descritto alla perfezione in questo film è l’idea della famiglia disfunzionale: un tema che sicuramente aiuta la maggior parte del pubblico a immedesimarsi con i protagonisti, ma che non è facile rendere senza cadere nella trappola delle macchiette e degli stereotipi. Gli innumerevoli dialoghi in cui tutti parlano nello stesso momento, alzando sempre di più il volume per andare l’uno sopra all’altro, sono il quadro perfetto di una famiglia caotica e che non sa comunicare. Chiariamoci, mi hanno infastidita tantissimo mentre guardavo il film, ma la bravura sta proprio nel provocare delle sensazioni e delle reazioni credibili e reali, quindi direi che abbiamo fatto centro.

– Devo ammettere che ho riso, e ho riso spesso. I dialoghi sono efficaci e la parte comica è senz’altro riuscita. Anzi, per quanto mi riguarda la parte comica è proprio quella più riuscita, decisamente più del lato drammatico. Il che mi porta al prossimo punto.

Perché no:

– Non riesco a comprendere fino in fondo i motivi dell’entusiasmo per questo film. Non dico non mi sia piaciuto, ma credo mi sfugga il perché abbia raccolto così tanti successi. Diciamo che tutte le due ore si muovono sulla linea sottile tra l’essere una commedia romantica e l’essere qualcosa di più elaborato e, per così dire, profondo. I temi che vengono toccati (il bipolarismo, il vizio del gioco, e così via) non sono da semplice filmettino con Jennifer Aniston, e i toni sono spesso troppo crudi per appartenere a quella categoria. Su questo non ci piove. Ciò non significa però che il distacco sia del tutto riuscito, e a fine film sono rimasta con l’impressione di avere visto, alla fin fine, una commedia romantica per adulti: un po’ meno ingenua di molte altre e a tratti sicuramente più cupa di quanto ci si aspetterebbe, ma pur sempre una commedia romantica.

– Qui si va a pescare da due dei miei film di riferimento (filmoni, eh!), quindi voglio solo sperare che si trattasse di citazioni esplicite e dichiarate. Devo stare a dire in che film i due protagonisti devono prepararsi per un’esibizione di ballo importante, uno dei due deve praticamente insegnare all’altro a ballare da zero, e lei si esercita per riuscire a “fare il salto” (che alla fine, in entrambi i casi, non riesce a fare)? Davvero, devo dirlo? No perché qui si tratta di FONDAMENTA DEL CINEMA (del mio, almeno, il che dice tante cose). E le parole sussurrate all’orecchio da lui a lei, e lasciate lì così, senza che nessuno mai ti dica cosa caspita abbia detto quest’uomo a questa donna per dare una svolta importante alla storia? Roba che ogni donna si mette lì e sogna le parole perfette che avrebbero dovuto dire a lei in un momento simile, e nessuno potrebbe smuoverla dall’idea che lui le abbia detto esattamente quelle parole, non una di più e non una di meno. Dai, questa è facile. Le risposte nei tag qui sotto, e sono già buona che non ve le do nel numero successivo come fa la Settimana Enigmistica.