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Educazione siberiana

Di: Gabriele Salvatores

Visto con un ritardo di: meno di un anno!

In: italiano

IMDb

Perché sì:

– La mia preoccupazione principale un paio di anni fa nell’attraversare in treno e autobus la Transnistria per andare dalla Moldova a Odessa era che per farmi passare alla dogana non mi chiedessero la macchina fotografica. Diciamo che, se avessi letto Educazione Siberiana o se il film fosse uscito prima del mio viaggio, avrei avuto un sacco di ansie in più.

– Tenuto conto della tristezza e della povertà che vengono narrate, ho trovato che soprattutto la parte iniziale in cui il protagonista è molto giovane fosse decisamente piacevole e simpatica: tutto viene trattato con la giusta dose di serietà, ma senza esagerazione. Finché ovviamente poi non succedono le cose brutte davvero, ma devo dire che un tocco di leggerezza qua e là rimane sempre.

– I due protagonisti sono tutto l’opposto di grandi nomi hollywoodiani, ma non lasciano per niente a desiderare e fanno il loro sporco lavoro. Nota: gli addominali scolpiti e le mascelle squadrate non mi hanno per niente influenzata in questo giudizio.

Perché no:

– So che è banale per chi ha letto il libro trovare il film in qualche modo “insufficiente”, ma troppe parti molto interessanti sono state rese in maniera piuttosto frettolosa, per concentrarsi sui temi più scontati dell’amore (seppur particolare) e dell’amicizia. Inoltre, tutta la cultura e la tradizione siberiana sembrano essere solo un contesto messo lì per caso, impersonato soprattutto dal nonno che non fa altro che sfornare massime e raccomandazioni al nipote.

– Va bene dare più peso ad alcuni argomenti rispetto ad altri, posso capire che sia anche una questione di sintesi. Stravolgere la trama di uno degli avvenimenti principali per ottenere un climax a tutti i costi tra i due protagonisti, però, anche no.

“E lo sai perché Dio ha dato all’uomo una vita più lunga di quella degli animali? – No, non ci ho mai pensato… – Perché gli animali vivono seguendo il loro istinto e non fanno sbagli. L’uomo vive seguendo la ragione, quindi ha bisogno di una parte della vita per fare sbagli, un’altra per poterli capire, e una terza per cercare di vivere senza sbagliare”.

Nicolai Linin, Educazione siberiana