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Django Unchained

Di: Quentin Tarantino

Visto con un ritardo di: meno di un anno!

In: inglese

IMDb

Perché sì:

– Dai, non ve lo devo certo dire io perché Tarantino va visto. A me quest’uomo fa impazzire perché ha la sua idea di cinema. Certo, attinge clamorosamente da mille altri generi e registi ma riesce sempre a farli suoi e a rendere personale e riconoscibile il suo lavoro. La violenza sfacciata al punto da diventare meno realistica e a volte poetica, l’esagerazione quasi cartoonesca degli atti eroici, la netta suddivisione in buoni e cattivi, l’ironia dove pochi altri avrebbero il coraggio di usarla, le scene curate in modo maniacale e di una bellezza mozzafiato (il sangue che spruzza sul cotone e le serve che apparecchiano la tavola, per dirne due a caso), i personaggi elaborati, credibili e comprensibili.  Insomma, a me basta guardare per raggiungere uno stato di esaltazione in cui mi capita di trovarmi in pochi altri casi.

– La musica è come sempre caratterizzata da scelte azzardate ma azzeccatissime. Qui c’è una canzone cantata da Elisa, per capirci. Sì, quell’Elisa, quella che canta molto bene ma quando la senti in un’intervista ti sembra di sentire parlare una contadina analfabeta triestina. Ecco, stiamo parlando di un film western di Tarantino con Leonardo DiCaprio e Samuel L. Jackson con una canzone di Morricone cantata in italiano da Elisa. Capite quanto è geniale quest’uomo? Lo capite?

– Anche sulla bravura degli attori di certo non posso dire niente che non sia già trito e ritrito, quindi aggiungo solo che DiCaprio coi denti marci è un tocco di classe che mi è piaciuto moltissimo.

– Ero un po’ confusa, avevo visto un paio di anni fa la versione giapponese di Django (con comparsata di Tarantino) e credevo fosse l’originale. Mi aveva fatto abbastanza ribrezzo, tra l’altro. Scopro ora che, ben prima, c’è stato un western con Franco Nero chiamato Django, anche se c’entra poco con questo. Come scopro ora che Alexandre Dumas era mulatto. Insomma, Quentin mi educa, a modo suo.

Perché no:

– Notoriamente ho dei problemi coi capelli di Jamie Foxx, di cui ho già parlato nella mia primissima scheda (mi sta scendendo una lacrimuccia, sappiatelo). Qui mi ha fatto ben sperare la capigliatura afro iniziale, peccato sia durata poco.

– A me la moglie da salvare è stata sulle palle. So che tutto il film è basato sul folle amore di Django che sfida qualunque ostacolo per ritrovarla, ma lei mi è stata sulle palle. Un po’ perché l’attrice non mi ha del tutto convinta, un po’ perché mi è sembrato un personaggio decisamente poco straordinario, sia nei ricordi di lui che nelle evoluzioni della storia, e che quindi venisse a mancare la credibilità di tutto questo fervore. Ma immagino che in realtà tutte le principesse da salvare della storia dell’umanità non fossero altro che semplici donne come tante altre, dopotutto.

– Quasi tre ore di film. Giusto perché sei Tarantino, eh, sappilo.