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Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo

Di: Masayuki, Kazuya Tsurumaki, Hideaki Anno, Mahiro Maeda

Visto con un ritardo di: meno di un anno!

In: italiano

IMDb

Perché sì:

– *grilli che friniscono nel silenzio più totale*

Perché no:

– Ovviamente il regista ha voluto cambiare registro rispetto ai due film precedenti, cercando di elevare il tutto a un livello ancora più metafisico e simbolico. Probabilmente quello che frullava nella testa di quel pazzo era un capolavoro visionario degno di Kubrick che passeggia a braccetto con le migliori allucinazioni di Aronofsky, il tutto condito da una vena sfacciatamente drammatica in stile Lars Von Trier. Ecco, probabilmente questo era quello che lui avrebbe voluto. Peccato che il cattivo gusto con cui è stata messa in atto un’operazione così complessa dia come risultato una specie di parodia involontaria di tutte queste componenti, che lascia francamente senza parole sufficienti a commentare la sua cattiva riuscita.

– No, sul serio, vogliamo parlare delle immagini di cavalli bianchi al galoppo mentre il protagonista suona il piano arrossendo per gli sguardi del suo amico ammiccante e seducente? Ne vogliamo parlare? È tutto talmente esasperato e sgradevolmente fuori luogo che l’unica reazione possibile è questa.

Evangelion night (ovvero: come fare due schede in una e risparmiarsi la fatica)

Di: Masayuki, Kazuya Tsurumaki, Hideaki Anno

Visto con un ritardo di: 6 e 4 anni

In: italiano

IMDb + IMDb

Perché sì:

– Non avevo mai partecipato a una maratona al cinema. Per l’affetto che mi lega a Evangelion da quando ho letto il manga moltissimi anni fa, questa mi è sembrata una buona occasione per cominciare (senza contare che si trattava di due film piuttosto corti… mi avessero proposto il Signore degli anelli mi sarei tenuta la curiosità per molti anni ancora). Qualora interessasse, i film proiettati erano Evangelion: 1.0 You Are (Not) AloneEvangelion: 2.0 You Can (Not) Advance.

– Io non ci posso fare niente: gli angeli (che nonostante il nome sono i cattivi) mi affascinano da matti. Per le diverse forme sotto cui compaiono, per le trasformazioni che subiscono e per il mistero che rappresentano. Per quanto mi riguarda sono i veri protagonisti, è la loro apparizione che aspetto chiedendomi come mi sorprenderà questa volta la fantasia dell’autore. Altro che bambinetti dentro a dei robot giganti.

– Il primo film mi ha leggermente annoiata, lo ammetto. Ma senza che me ne accorgessi mi sono ritrovata alla fine del secondo completamente avvinta e piuttosto gasata, tanto da aver già deciso che andrò a vedere pure il terzo episodio in uscita a breve. Non vedete l’ora, lo so.

Perché no:

– Sarà che era da un po’ che non leggevo manga o vedevo anime, ma la quantità di tette e culi che tra un’esplosione e una battaglia ti si piantano davanti mi ha un po’ lasciata perplessa. Non mi sfugge la passione dei giapponesi per le scolarette formose, solo non ci ero più abituata, ecco.

– Tanto mi affascinano gli angeli, quanto mi infastidisce il protagonista piagnucoloso e impaurito. Mi rendo conto che parliamo di un quattordicenne con un padre a dir poco difficile e a cui non mancano di ricordare ogni dieci minuti che ha nelle proprie mani il destino dell’umanità… se si fosse rivelato l’eroe imbattibile di turno, in effetti, il tutto avrebbe preso una piega piuttosto stupida e scontata. Nonostante questo, è ‘na lagna.

– Ritrovarsi nel bel mezzo di un anime a dire “hey, quello è un Expedit” notando un armadio disegnato sullo sfondo di una stanza forse è segno che l’Ikea è stata una presenza un po’ troppo costante nella tua vita, ultimamente.