Archivi tag: fotografia

Malta

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Dublino: i messaggi

Quella sensazione che passa in poche ore dal disagio di essere sola per un giorno in un posto sconosciuto all’entusiasmo di aver imparato a orientarmi in una città. E anche se la città in questione è un buco, averla esplorata da sola basta a farmi sentire padrona del mondo.

In preda a questa sensazione sono finita per pranzo in un ristorante vegano che su ciascun tavolo offriva un vecchio libro e una matita. Sul libro erano appiccicate delle etichette su cui scrivere quello che all’avventore passava per la testa in quel momento.

Ecco alcuni dei messaggi presenti sul libro del mio tavolo. Quello della terza foto vince, inutile dirlo.
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Dublino: i muri

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Del rispolverare antiche foto dimenticate

Walk away

Dieci anni fa avevo dieci anni in meno e i capelli corti, usavo solo macchinette fotografiche automatiche, mi preparavo a trascorrere un semestre in un campus americano, ero stata a letto con un solo uomo, avevo un solo tatuaggio ma un piercing più di adesso, non ascoltavo De André, viaggiavo in treno e usavo la bicicletta, avevo iniziato da poco a concepire l’uso dei sandali, sapevo cucinare ben poco oltre alla pasta, andavo a ballare nelle discoteche rock, avevo solo una vaga idea di cosa volesse dire lavorare, mi ubriacavo con una frequenza a dir poco imbarazzante, guardavo Beautiful a pranzo con la mia compagna di stanza e riuscivo a dormire con la luce in faccia.

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Lei è Bessie

O almeno, così l’ho chiamata io. È stata il mio soggetto fotografico preferito durante la vacanza in Svizzera di qualche settimana fa (Turtle non se ne avrà a male, spero).

Ultimamente ho un po’ lo stesso sguardo da trota lessa quando mi metto davanti allo schermo e penso a cosa potrei scrivere qui. Perché mi sento un po’ apatica, probabilmente. Perché c’è questa sensazione di attesa in ballo, un’attesa di cui non vedo la fine e in cui nel frattempo galleggio. Perché sto vivendo un momento in cui sono alla ricerca di molte risposte che non trovo, e nel frattempo aumentano le domande.

Quindi avanti di foto e di film, ché il resto al momento è in sciopero. Ma credo che comunque sopravviverete a questa grave mancanza, vero?

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“Non mi piace la fotografia, trovo che dipenda troppo dal caso”

Quando mi hanno detto questa frase ci sono rimasta un po’ male, e lì per lì ho pensato che fosse l’opinione di qualcuno che conosce poco l’arte in questione. Poi però ho capito che non è del tutto così. Perché per alcuni tipi di fotografia effettivamente non basta avere talento (cosa che non credo di avere) o essere tecnicamente preparatissimi (cosa che di certo non sono). Ci vuole anche qualcosa che faccia alzare lo sguardo alla persona giusta nel momento giusto, che faccia sì che sullo sfondo non passi niente o nessuno che stoni col resto, che faccia girare al largo quelli che in un luogo affollato ti passano davanti all’obiettivo. Il rendere un interesse più difficile da concretizzare, però, l’abbassare le probabilità di riuscita e alzare quelle di frustrazione, fa sì che di tanto in tanto, quando il caso decide di collaborare, io mi ricordi perché continuo a scattare.

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E con queste chiudo il capitolo Budapest, giuro

Momento introspettivo #6 (New Year’s Edition)

Ok 2011, siamo io e te, finalmente soli. Dobbiamo parlare.

Onestamente, sei stato un anno medio. Per niente male, per fortuna, ma neanche bello fino in fondo. Che poi, quando mai trovo qualcosa bello fino in fondo, io? L’eterna insoddisfazione non è forse una delle mie prerogative principali? Ma non divaghiamo, stavamo parlando di te.

Mi hai portata in giro in una serie di viaggi meritevoli, lo ammetto. Ecco, magari se si fosse potuto evitare il delirio giapponese ne avremmo guadagnato tutti, davvero. Di questo un pochino ti faccio una colpa, inutile negarlo.

Mi hai fatta allontanare, a fatica, da una persona ormai da qualche anno al mio fianco, ma so che l’hai fatto per il mio bene, perché è giusto così. Infatti, mi hai poi portata verso qualcuno che spero mi rimanga intorno a lungo, vada come vada.

Un lavoro nuovo non me l’hai procurato manco a piangere in cinese, eh. Sai benissimo che questa cosa mi ha reso la vita molto difficile, ma non mi sei sembrato per nulla intenzionato a dare una mano da questo punto di vista. Anzi, hai preparato il terreno per un 2012 ancora peggiore.

Mi hai messa più volte in situazioni complicate nel caos di relazioni interpersonali che vanno e vengono; la mia difficoltà nel capire come farle funzionare è stata palese, la mia paura di perdere quelle davvero importanti anche. Devo ringraziare di essermi trovata davanti, almeno in alcuni casi, gente che ha molto più sale in zucca di me e che ha cercato di capirmi, anziché semplicemente arrendersi e andare a cercare sostegno altrove.

Insomma i tuoi sono stati 12 mesi di cui ho molti bei ricordi, non posso negarlo. Sono grata a te che me li hai portati e alle persone che ne fanno parte. Ma ne ho anche altri molto meno belli: momenti in cui mi sono chiesta perché succedono certe cose a persone che non se lo meritano per niente o in cui mi sono trovata a pensare di dover cambiare radicalmente qualcosa.

Detto questo, io e te ormai abbiamo chiuso. Senza rancore, davvero; è andata come doveva andare. Ora cerchiamo di farla andare anche meglio.

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La Scalinata Potemkin è una cagata pazzesca

Non  è vero, ha il suo perché.

(Ciao BR, come va? Hai visto che te l’ho fatta, la foto? :) )

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Oggi è la giornata mondiale della fotografia

E io la celebro con questa foto, che è una delle prime decenti che ho fatto con la reflex.

Non è la mia foto più bella, ma parla di fotografia e parla di persone (ovviamente molto più brave di me) che mi hanno ispirata moltissimo e mi hanno fatto venire voglia di provare a imparare sul serio. Se poi ci sia riuscita davvero, è un altro discorso.