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I centri commerciali puntano tutto sui trentenni nostalgici

nirvana

Quasi quasi la compro

Fatti salienti #8

– Mi piace, quando mi capita di visitare una città straniera da sola anche solo per poche ore, rendermi conto della facilità con cui la gente ti rivolge la parola e di come nessuno ti guarda come se fossi un possibile attentatore (probabimente portatore di malattie) solo perché mangi al ristorante da solo.

– È bello poter uscire di casa convinte di essere eleganti e irresistibili, ed essere invece vestite da vaccone volgari e kitsch. Invidio questa libertà conquistata duramente dalle donne irlandesi a suon di minigonne giro passera, rigorosamente senza calze anche se fanno 8 gradi, e tacchi che manco le peggio mignotte degli strip club più infimi.

– Dublino è ormai una piccola Italia, e trovarsi lì a cena con varie vecchie conoscenze lavorative fa pensare alla piega che stanno prendendo le cose. Soprattutto, però, fa pensare il cameriere italiano sconosciuto a tutti che mi passa le posate sorridendo e chiamandomi per nome, con incredulità di tutto il tavolo: “Tieni, Marta”. O mi ha conosciuta in tempi antichi in cui i black out alcolici erano per me frequenti, oppure sono molto contenta di essere ripartita il giorno dopo.

– Non c’è niente come un diciannovenne olandese che gira il mondo e parla l’inglese più facilmente di quanto non lo faccia tu a 33 anni suonati per ricordarti quanto tu sia vecchia, soprattutto se ti capita di parlarci mentre stai disperatamente cercando di riacquistare un minimo di lucidità dopo aver fatto serata il giorno prima, e lui è fresco come una rosa nonostante abbia passato una nottata palesemente più impegnativa della tua.

– Dubliners, vi perdono il vostro incomprensibile e grezzo accento solo ed esclusivamente perché accettate di buon grado i millemila ristoranti vegetariani sparsi per il centro.

– Da anni sento parlare di posti magici e unici in cui sono talmente gentili e accoglienti da essere i passanti a offrirti indicazioni se ti vedono armeggiare con una cartina come una babbea. A me è successo più volte di essere quella babbea e di ricevere offerte di aiuto, e ormai comincio a pensare che non siano loro l’eccezione, ma noi. Poi c’è chi ci batte in inciviltà, manco a dirlo, ma è una bella gara.

– Ogni tanto (almeno per me) ci vuole il viaggio in cui ci si prepara per uscire insieme all’amica o alle amiche, chiuse in bagno insieme e alternandosi all’uso del lavandino e del gabinetto, in un vortice di deodorante, mascara e chiacchiere. Uomini, non capirete mai.

L’apice della mia carriera da groupie

Limonarsi un macellaio (barra bassista) del Tennessee e vagare insieme per le strade di Forlì fino all’alba. Anche se dalla descrizione non si direbbe, a suo tempo fu tutto molto punk rock.

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Quasi tutta gente che ancora frequento, eh

Mi sto preparando a traslocare, quindi mi ritrovo a frugare tra cose vecchie e dimenticate. Come le struggenti lettere che mi mandavano gli amici quando ho fatto qualche mese a Londra nel ’99.

Popper

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Del rispolverare antiche foto dimenticate

Walk away

Dieci anni fa avevo dieci anni in meno e i capelli corti, usavo solo macchinette fotografiche automatiche, mi preparavo a trascorrere un semestre in un campus americano, ero stata a letto con un solo uomo, avevo un solo tatuaggio ma un piercing più di adesso, non ascoltavo De André, viaggiavo in treno e usavo la bicicletta, avevo iniziato da poco a concepire l’uso dei sandali, sapevo cucinare ben poco oltre alla pasta, andavo a ballare nelle discoteche rock, avevo solo una vaga idea di cosa volesse dire lavorare, mi ubriacavo con una frequenza a dir poco imbarazzante, guardavo Beautiful a pranzo con la mia compagna di stanza e riuscivo a dormire con la luce in faccia.

Questo non significa in nessun modo che dobbiate smettere di farmi certi regali

Quando cominci a non capirci più granché dei regali teconologici che ti fanno, quando nel groviglio di cavi non hai la più pallida idea di cosa vada collegato a cosa e soprattutto come, quando ti serve assistenza circa 5 secondi dopo l’apertura della confezione e se va bene riesci ad arrivare all’accensione, ma le impostazioni ti sembrano scritte in arabo, è il momento di arrendersi all’evidenza. Non sei più la nerd di una volta.

Oh, come madrina sono veramente una bomba

Io sono ben consapevole che sono passati 10 anni da quando sei nato, e pochi meno da quando ti ho visto imparare a camminare, parlare, fare la pipì nel vasino, e altre amenità. Lo so che non sei più il pupo che riconosceva i colori solo associandoli ai nomi dei Teletubbies, o che, quando a malapena parlava, distingueva i modelli delle macchine sfogliando Quattroruote.

Però a sentirti rispondere a tua madre “Eh, ma cazzooo!”, quando litigate perché non vuoi fare i compiti, forse non ero ancora pronta.