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Le idi di marzo

Titolo originale: The Ides of March

Di: George Clooney

Visto con un ritardo di: 0 anni

In: italiano

IMDb

Perché sì:

– La politica e la corsa elettorale che fanno da sfondo al film sono veramente poco invadenti. Bisogna prestare attenzione per seguire l’evolversi della trama, è vero, ma il fulcro di tutto sono il protagonista e gli altri personaggi, le loro vicende umane e le loro trasformazioni dovute a quello che succede. Nonostante le svolte clamorose non ne nasce un thriller politico o una spy story. Non era questo che interessava a Giorgino bbello, e sono mille punti in suo favore.

– L’evoluzione dei personaggi non si legge solo nei loro comportamenti, ma anche nel loro sguardo e sul loro viso. George Clooney e Ryan Gosling (qui DECISAMENTE più espressivo che in Drive) si trasformano nell’arco dell’ora e mezza del film, e la differenza tra la scena iniziale e quella finale lascia un bel retrogusto, anche se volutamente amaro.

– La descrizione dell’etica e della morale in cui si crede per ingenuità, per purezza o per pura facciata, e di come tutto si sgretoli davanti alla realtà dei fatti, centra in pieno il bersaglio. Se Giorgino bbello voleva farci capire quanto questo mondo sia impietoso e cinico, non poteva farlo meglio. Buon Natale.

Perché no:

– La politica americana è un mondo a sé stante, lontano dalla nostra quotidianità nonostante se ne parli molto anche da noi, e con cui riesco a relazionarmi poco. Per il tema del film è uno scenario senz’altro adatto, per i miei gusti personali un po’ meno.

– ***Qui c’è uno spoiler, se leggete poi non rompete le palle, io vi ho avvisati*** Davvero non c’era altro modo di far crollare il castello di carte se non facendo leva sul politico che fa sesso con una stagista? Capisco che sia sicuramente e tristemente realista, come storia, ma non è anche un po’ trita e ritrita?