Archivi tag: Scatoloni

To not to have entirely wasted one’s life seems to be a worthy accomplishment, if only for myself

Quando smetto di fare con regolarità qualcosa, faccio una gran fatica a riprendere. È una cosa che la mia borsa per la palestra sa benissimo, ma che si applica un po’ a tutto, blog compreso.

Non che abbia smesso di essere introspettiva. Nel farmi seghe mentali a tutte le ore vado ancora forte, fortissima. Però al momento per vostra fortuna non riuscirei a scriverne, quindi dirò solo che in questi mesi di sparizione ci sono state delle novità.

– Mi sono trasferita in una nuova casa, ma questo lo sapete già.

– Ho lasciato ben due contratti a tempo indeterminato, roba che a dirlo in giro rischio di essere internata.

– Ho aperto una partita IVA che so già con certezza arriverò ad odiare col tempo e ho deciso di starmene a casa a tradurre come libera professionista.

– Per ora sto lavorando di nuovo per uno dei due ex-uffici incriminati, perché mi hanno chiesto di dare una mano per il mese di agosto e ho detto di sì. Grave errore. Sono bastati pochi giorni per tornare allo stato in cui ero negli ultimi anni lì: odio tutto e tutti, sono incazzata come una bestia e nervosissima da mattina a sera. Comunque a fine agosto tutto questo finirà, e da lì in poi è tutto una grande incognita.

Sono ovviamente terrorizzata all’idea che le cose possano andare male e che tra un paio di anni io possa essere alla disperata ricerca di un posto fisso. Però vivo anche dei momenti in cui, tutta tronfia, mi ergo a paladina delle scelte difficili e sono fiera di me.

In uno di questi momenti da pavone mi è capitato di leggere questa lettera di Bukowski che ringrazia chi gli ha fatto lasciare il lavoro alle poste per diventare scrittore. Ecco, diciamo che lui dice molto bene quello che io penso in maniera altrettanto confusa. Ovvio, io non mollo tutto per fare la vita dell’artista maledetta: vivo in provincia in una casa che l’Ikea potrebbe usare per le foto del catalogo (tanto è tutta roba loro), cerco di non dare fastidio ai vicini, faccio la raccolta punti al supermercato e mi pulisco i piedi sullo zerbino prima di entrare in casa. Non proprio la vita che faceva il vecchio Charlie, probabilmente.

Però fanculo, non riesco a leggere queste righe e non pensare che comunque nel mio piccolo sto davvero cercando di non passare la mia vita a fare qualcosa che ormai odio e mi fa stare male, pur offrendomi una stabilità e delle sicurezze che ora mi posso scordare. E non riesco a non pensare che magari tutto questo richiede un po’ di coraggio, e quindi ho il diritto di sentirmi un po’ Bukowski anche io.

Immagine

Mi sono finalmente insediata

Have a nice day

E, per la gioia della mia indole da control freak, a breve cambierò di nuovo lavoro.

Insomma, quest’anno sono irrequieta.

Kero Kero

È fatta: sabato mi trasferisco definitivamente. Forse. Spero. Ormai ho imparato che tutti i programmi che faccio a riguardo sono inutili, quindi chissà.

Sono sicura che il sottofondo canoro delle serate estive sarà una delle cose che mi mancherà di più di questa casa. Oltre ai nani dei vicini, ovviamente.

(Chiedo venia per la qualità del video, è l’audio che conta)

Immagine

Un tavolo, un divano, un armadio

Ikea

Chi si offre per il montaggio? Su, non siate timidi.

Immagine

Quasi tutta gente che ancora frequento, eh

Mi sto preparando a traslocare, quindi mi ritrovo a frugare tra cose vecchie e dimenticate. Come le struggenti lettere che mi mandavano gli amici quando ho fatto qualche mese a Londra nel ’99.

Popper