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Una notte da leoni 2

Titolo originale: The Hangover Part II

Di: Todd Phillips

Visto con un ritardo di: 0 anni

In: inglese

IMDb

Perché sì:

– Sono in difficoltà… perché è un sequel di un film che mi è piaciuto, via.

Perché no:

– Ok, avete portato gli attori e il regista a farsi una vacanza pagata in Thailandia e avete sostituito il neonato con una scimmia. Io capisco che non vi aspettiate degli scienziati nucleari come pubblico di questo tipo di film, ma sappiate che ce ne accorgiamo se tutto il resto è IDENTICO, eh.

– Scenario e scimmia a parte, l’unica cosa diversa dal primo film è la maggiore volgarità di battute e situazioni. Troppo, davvero. E per dirlo io, vuol dire che si raggiungono livelli veramente imbarazzanti. Bleah.

Una notte da leoni

Titolo originale: The Hangover

Di: Todd Phillips

Visto con un ritardo di: 2 anni

In: inglese

IMDb

Perché sì:

– Commedia americana decisamente molto poco romantica, anzi piuttosto volgare, ma a me un film incentrato su alcool e parolacce non può non piacere. Ovviamente però va preso per quello che è, cioè una cagata colossale da vedere per farsi quattro risate.

– Molti dialoghi e gag sembrano scritti da qualcuno che si è fumato qualcosa di forte; manco a dirlo, ho riso come una cretina per una buona ora e mezza.

Perché no:

– Temo che questo sia il tipo di comicità che con la traduzione e il doppiaggio può perdere gran parte della sua verve. Se qualcuno ha visto o vedrà la versione italiana mi dica se è sopportabile.

– Buona parte del film si passa a riconoscere attori provenienti da serie TV, che qui hanno una parte che richiama fin troppo quella che ricoprono in dette serie: la psicologa svampita di Scrubs, il rompiballe canterino di The Office, il padre ricco e cinico di Arrested Development, il cinese pazzo di Community. L’impressione è che, per arricchire il cast con facce note, certe parti siano state scritte pensando più a chi le avrebbe interpretate che al film in sè.

– Ridere di un neonato che si prende una sportellata in faccia, che viene trattato come un fagotto e a cui fanno mimare la masturbazione fa sentire stronzi. Però questo effetto collaterale arriva dopo, prima bisogna riuscire a smettere di ridere.