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Grand Budapest Hotel

Titolo originale: The Grand Budapest Hotel

Di: Wes Anderson

Visto con un ritardo di: 1 anno

In: inglese

IMDb

Perché sì:

– Su di me Wes Anderson fa sempre presa con quel suo gusto del kitsch, i dialoghi veloci e la bellezza totale e globale di tutto quello che mi fa vedere. Questo poi è decisamente il suo film più riuscito degli ultimi anni. O forse di sempre? Quisquilie, il succo è che è veramente un gran bel film.

– Se cerco di immaginarmi un cartone animato recitato da persone vere, non posso che pensare alle atmosfere di questo regista. In questo film la vicinanza ai cartoni è molto evidente nelle interpretazioni degli attori, mentre la musica perfetta e degli effetti volutamente strambi fanno da complici. Come faccia a infondere il suo stile così originale a un buon numero di attori che mai ti immagineresti in certi ruoli, per me è un mistero. Probabilmente tiene dei seminari.

– I grandi alberghi di lusso sono decisamente un mondo a parte, e la bellezza decadente descritta qui rende tutta l’ambientazione originale e affascinante.

Perché no:

– Al contrario degli altri film di questo regista, qui la storia regge e non annoia. Il che ovviamente sarebbe un punto positivo. Detto questo, sono consapevole del fatto che io i suoi film li guardo più per guardarli che non per farmi rapire da una storia, e anche in questo caso è stato un po’ così. Però lo ammetto: è una cosa mia personale e, soprattutto, qui è un voler stare a cercare il pelo nell’uovo.

Fantastic Mr. Fox

Di: Wes Anderson

Visto con un ritardo di: 5 anni

In: inglese

IMDb

Perché sì:

– Quando si dice che uno ha un suo stile… probabilmente Wes Anderson potrebbe dirigere un balletto di danza classica, o la banda del paese, e capiremmo comunque dopo pochi minuti che c’è lui dietro a quegli uomini in calzamaglia e a quei suonatori di triangolo.

– Ci sono diversi aspetti interessanti nella storia: la lotta interiore del protagonista, il messaggio ecologista, la società animale umanizzata. Ma la parte più azzeccata è a mio avviso la rivalità tra i ragazzini, che sono senza dubbio i personaggi più riusciti e più simpatici. O forse sono io che mi sono fatta conquistare dalla volpe adolescente che fa yoga.

– A pochissima distanza dai due volpacchiotti si piazza il ratto. Perché riuscire a fare un cattivo così viscido e fastidioso non è da tutti.

Perché no:

– Battute carine, dialoghi serrati (viva George Clooney, per inciso) e una gran bella animazione ti tengono decisamente incollato allo schermo per una buona metà del film. Poi, proprio quando dovrebbe essere la storia a fare da protagonista, il tutto perde mordente e non riesce a tenere botta. Forse è un problema tra me e Wes, in fondo, perché a me il tutto ha fatto lo stesso effetto di, guarda un po’, Moonrise Kingdom.

– Non mi rimangio che l’animazione sia notevole, ma rimane il fatto che una volpe può essere espressiva fino a un certo punto, se vuole essere anche realistica. E credo che questa cosa si faccia sentire, qua e là.

Moonrise Kingdom

Di: Wes Anderson

Visto con un ritardo di: meno di un anno!

In: inglese

IMDb

Perché sì:

– Quando vedo un film di Wes Anderson mi viene in mente sempre la stessa parola: hipster. Ho scoperto che c’è anche un Tumblr a riguardo! Il bello di questo regista, però, è che riesce a farmi mettere da parte i miei pregiudizi modaioli con le sue geometrie, le sue immagini pulite e ordinate, i suoi personaggi strampalati, le sue telecamere che si muovono attorno agli attori immobili e le sue atmosfere anni ’60.

– Edward Norton che fa il fesso a capo del gruppo di boy scout d’America è decisamente esilarante. Di Bill Murray non sto neanche a parlare dato che con Anderson fa coppia fissa da anni, e un motivo ci sarà. Ma ci sono anche altri nomi non da poco che si lasciano alle spalle i loro personaggi tipici e lo fanno alla grande.

– C’è questa specie di narratore che sembra un nano da giardino e che appare saltuariamente dando informazioni didascaliche sui luoghi del film o sulle condizioni atmosferiche, rompendo il ritmo della narrazione in modo decisamente azzeccato. Io dico solo che me lo metterei in casa.

Perché no:

– La trama alla lunga mi ha un po’ annoiata, lo ammetto. Dopo l’ennesima fuga dei ragazzini ho cominciato a interessarmi sempre meno al loro destino, e alcune svolte un po’ irreali hanno contribuito a un calo del mio entusiasmo. Ciò non toglie che il piacere di guardare sia rimasto… nonostante io mi sforzi di mantenere vivi i miei pregiudizi su certe mode, questo hipster sa il fatto suo.