Mi sta succedendo una cosa strana

In pratica, da un po’ di tempo a questa parte sto vivendo la vita reale. È sconvolgente, me ne rendo conto. Non so esattamente come sia successo, e non c’è stato un solo fattore scatenante. Quello che so è che, gradualmente, il tempo che dedico a internet è andato diminuendo sempre più. Certo, ho poco tempo. Anche in passato però ho avuto periodi in cui non riuscivo neanche ad andare in bagno, eppure non mancavo di certo di farlo notare al mondo con un tweet. Magari con una bella foto.

Ci ho pensato un po’ e sono giunta a poche e incerte conclusioni. Una è che ora sono freelance, e questo comporta che se durante il giorno passo del tempo sui social network invece di lavorare, quel tempo non me lo paga nessuno. Quindi le classiche 2 o 3 tab di cazzi miei che sul browser in ufficio erano perennemente e inesorabilmente aperte ora potrei pure toglierle dai preferiti, e cambierebbe poco. E poi ho smesso di frequentare l’ambiente di nerd incalliti (adorabili, s’intende, ma pur sempre nerd incalliti) che ho frequentato per anni e spesso mi succede invece di accompagnarmi a persone che si parlano, anziché scriversi le cose sulla bacheca di Facebook.

Però in fondo queste sono solo scuse, perché la vera svolta, dai contorni decisamente meno definiti, è stata un’altra: a un certo punto mi sono resa conto di non sentire più il bisogno di postare sui social network quello che faccio o quello che penso, a uso e consumo della mia cerchia di contatti virtuali e non. È come quando si dice che, dopo anni di matrimonio, un bel giorno uno si sveglia e pensa: “Non sono più innamorato”. Magari il perché e il come è arrivato fino a quel punto non gli sono chiarissimi, ma intanto non può che prenderne atto.

Lo stesso per me e i socialcosi: non sono sicura che vada bene così o che le cose non cambieranno nuovamente, ma al momento è così e basta. Mi dispiace un po’ interagire meno con alcune persone, mi dispiace moltissimo scrivere meno qui. Non mi dispiace, dopo anni di testa china sullo smartphone, sentirmi meno dipendente da una cosa che innegabilmente, almeno in certi periodi, è stata quasi una droga. E lo dice una che le droghe non le disdegna.

 

 

NB: il blog è stato incluso nella definizione di social network solo per comodità, perché in realtà lo considero qualcosa di molto diverso. Anche i motivi per cui non scrivo qui sono leggermente più complicati, ed è una mancanza a cui spero di rimediare col passare del tempo. Chi vivrà vedrà.

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